Ireneo Nicora — Evocazioni

Ireneo Nicora · La paura di dimenticare – 365 autoritratti eseguiti a memoria, 2018 (dettaglio) 42 palette di legno, ciascuno 80 x 120 cm, matita su carta, cera d’api

Ireneo Nicora · La paura di dimenticare – 365 autoritratti eseguiti a memoria, 2018 (dettaglio) 42 palette di legno, ciascuno 80 x 120 cm, matita su carta, cera d’api

Fokus

Come si fa a conservare intatto il ricordo di una persona? Come lottare contro l’inesorabile sbiadirsi delle fotografie, l’affievolirsi delle voci? La mostra personale di Ireneo Nicora alla Fondazione Ghisla di Locarno ci porta in un viaggio profondo, vivo, dedicato alla memoria e al suo svanire.

Ireneo Nicora — Evocazioni

Accedendo al secondo piano della Fondazione Ghisla Art Collection, la porta metallica si apre su una sala dove delle palette di carico di legno unite insieme sono appoggiate contro le pareti. Su questi supporti sono fissati con degli spilli dei fogli di carta, ognuno presentando il disegno di un volto e un testo scritto a mano. Ogni viso è lo stesso, quello dell’artista, che per un anno si è disegnato: un rapido sguardo allo specchio al mattino appena sveglio e poi il rappresentarsi grazie al ricordo di quella vista fugace. ‹La paura di dimenticare›, 2018, è il titolo dell’opera installativa di Ireneo Nicora che agisce come elemento introduttivo, quasi a prenderci per mano dolcemente, della mostra personale dell’artista locarnese intitolata ‹La voce in eco risuona›. Una scultura appesa al muro opposto all’entrata cattura subito l’attenzione: si tratta di uno strano viluppo di nastri di lino alle cui estremità sono cuciti dei piccoli rettangoli, delle taschine il cui contenuto ci è ignoto. Il suo titolo: ‹Promemoria›, 2019–2022. L’opera conserva i foglietti che Angelina Nicora, madre dell’artista, scomparsa in seguito a una malattia cognitiva degenerativa, scriveva per potersi orientare nella costellazione di eventi del suo quotidiano.
L’atto del cucire, dell’unire scampoli diversi su una stessa superficie, diventa una metafora dell’azione del ricordare. Appese al muro, parole e brevi frasi, ricamate in nero su fotografie in bianco e nero, sono fissate con del filo su fazzoletti di carta sistemati a mo’ di passe-partout in piccole cornici nere. Alternate a dei chiodi lasciati nudi, l’installazione ‹Domani no›, 2019–2023, celebra le frasi lasciate da Angelina sui promemoria ormai conservati nel lino: lo scrivere per ricordare diventa così gesto estremo di resistenza di fronte all’inevitabile fine; mentre in ‹Ti vegni doman?›, 2019–2023, è la voce stessa della madre che sembra risuonare nelle parole scritte in dialetto, riflesse nella percezione del figlio che le cuce al contrario, una dopo l’altra, su fotografie di paesaggi o di dettagli difficili da discernere, quasi a materializzare quell’evocazione della voce che non è suono, come scriveva Solal Rabinovitch. La mostra si conclude con la serie ‹Voci e memorie›, 2022/23, una collezione di testimonianze trapunte in bianco su fondo bianco che descrivono le relazioni emotive dei soggetti con persone che hanno avuto un impatto nella loro vita, e l’installazine ‹Voci del silenzio›, 2018–19, lavoro che esplora le possibilità narrative di un plico di lettere trovate da un robivecchi. A coronare il progetto, un catalogo con testi di Claudio Guarda racchiude tutta la toccante fragilità che permane dai lavori di Nicora.

Elisa Rusca è critica e storica dell’arte, vive a Ginevra. elisa.rusca@gmail.com
 

Bis 
07.01.2024
Ausstellungen/Newsticker Datum Typ Ort Land
Ireneo Nicora — La voce in eco risuona 09.09.202307.01.2024 Ausstellung Locarno
Schweiz
CH
Künstler/innen
Ireneo Nicora
Autor/innen
Elisa Rusca

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